PRIMAVERA 1999

 

Nelle elezioni europee della primavera del 1999 Internet continua a mantenere un profilo marginale.

Spiccano in questo quadro i 98 milioni spesi dalla Lista Bonino per la propaganda su Internet, contro i 50 milioni spesi per organizzare comizi tradizionali. Il suo esempio seguito a lunga distanza da Forza Italia, la quale spende per il web 13 milioni in banner[1].

Per Forza Italia 25 candidati su 78 disponevano di un proprio sito web (32%, contro il 34 % dei DS).

 



[1] Intervista a Antonio Palmieri, 18 luglio 2000.